Incentivi e credito d'imposta per l'acquisto di stampanti industriali: cosa sapere nel 2026
Investire in una nuova stampante industriale nel 2026 può significare aumentare la produttività, automatizzare il flusso di lavoro, ampliare le applicazioni disponibili e rendere più competitivo il proprio reparto produttivo. Per le imprese italiane, però, c’è un altro elemento da considerare: gli incentivi per l’acquisto di stampanti industriali nel 2026.
Su questo tema è necessaria una precisazione importante. Nel 2026 il quadro delle agevolazioni è cambiato e parlare genericamente di “credito d’imposta 4.0” o “credito d’imposta 5.0” per un nuovo acquisto può essere fuorviante.
La Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto, per i nuovi investimenti, un sistema basato sull’iperammortamento, denominato dal MIMIT Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento. La misura sostituisce, per i nuovi investimenti interessati dalla disciplina, la logica dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0 con una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto del bene, utilizzabile ai fini delle imposte sui redditi.
Per chi sta valutando l’acquisto di una stampante digitale industriale, quindi, la domanda da porsi nel 2026 non è semplicemente “quanto credito d’imposta posso ottenere?”, ma piuttosto: la macchina che voglio acquistare possiede i requisiti tecnici per rientrare nelle agevolazioni disponibili?
Vediamo cosa prevede la normativa e quali opportunità possono interessare le aziende del settore della stampa digitale.

Incentivi stampanti industriali 2026: cosa è cambiato rispetto al credito d'imposta
Negli ultimi anni molte aziende hanno associato gli investimenti in macchinari tecnologicamente avanzati ai crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0.
Nel 2026 lo scenario cambia.
La Legge 30 dicembre 2025, n. 199, cioè la Legge di Bilancio 2026, ha introdotto una maggiorazione del costo di acquisizione dei nuovi beni strumentali destinati alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. La disciplina è stata successivamente regolata dal decreto attuativo del 7 maggio 2026.
Il MIMIT specifica che l'Iperammortamento 2026 opera in sostituzione dei crediti d'imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0 per i nuovi investimenti disciplinati dalla nuova misura.
Questo punto è fondamentale per chi cerca informazioni sul credito d'imposta per l'acquisto di stampanti industriali nel 2026.
Credito d'imposta e iperammortamento non sono la stessa cosa
Un credito d'imposta rappresenta un credito fiscale che, quando previsto dalla relativa disciplina, può essere utilizzato in compensazione.
L'iperammortamento 2026 funziona invece in modo diverso.
La nuova agevolazione consente di maggiorare fiscalmente il costo di acquisizione del bene ai fini della determinazione delle quote di ammortamento o, in caso di locazione finanziaria, dei relativi canoni.
Il MIMIT precisa espressamente che l'agevolazione non costituisce un credito d'imposta compensabile tramite modello F24, ma determina una riduzione dell'imponibile ai fini delle imposte sui redditi attraverso la deduzione fiscale extracontabile delle maggiori quote di ammortamento o dei canoni di leasing.
Per questo motivo, un'azienda che nel 2026 sta pianificando l'acquisto di una stampante industriale deve valutare il nuovo investimento alla luce della disciplina vigente e non applicare automaticamente le regole dei precedenti crediti d'imposta.
Iperammortamento 2026 e stampanti industriali: come funziona
Il Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
La misura interessa, tra gli altri, i beni materiali e immateriali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese compresi negli Allegati IV e V alla Legge n. 199/2025.
Per i beni materiali agevolabili la maggiorazione del costo prevista è:
Quota di investimento | Maggiorazione del costo |
Fino a 2,5 milioni di euro | 180% |
Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro | 100% |
Oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro | 50% |
Le percentuali sono quelle indicate dal MIMIT per il nuovo Iperammortamento.
Cosa significa una maggiorazione del 180%
Questo è uno degli aspetti sui quali è più facile creare confusione.
Una maggiorazione del costo del 180% non significa ricevere un contributo pari al 180% del prezzo della stampante.
Significa che, nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa, al costo originario del bene viene aggiunta fiscalmente una maggiorazione utilizzabile per determinare maggiori quote deducibili.
Se, a titolo puramente esemplificativo, un bene agevolabile avesse un costo di 100.000 euro e rientrasse integralmente nel primo scaglione, la maggiorazione sarebbe pari a 180.000 euro: il valore fiscalmente rilevante ai fini del meccanismo arriverebbe quindi a 280.000 euro.
Il risparmio fiscale effettivo non è però pari a 180.000 euro: dipende dalla maggiore deduzione e dalla situazione fiscale dell'impresa. Per conoscere il vantaggio effettivo è quindi necessario effettuare il calcolo con il proprio commercialista o consulente fiscale.
Quali stampanti industriali possono accedere agli incentivi 2026?
È qui che occorre maggiore cautela.
Non è corretto affermare che qualsiasi stampante industriale acquistata nel 2026 abbia automaticamente diritto all'iperammortamento.
L'accesso dipende dalle caratteristiche concrete del bene e dal rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.
L'Allegato IV della Legge n. 199/2025 comprende diverse categorie di beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale, tra cui macchine e impianti destinati alla trasformazione dei materiali e delle materie prime, sistemi per la modifica o funzionalizzazione delle superfici e macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale.
Di conseguenza, per una stampante digitale industriale occorre verificare caso per caso la riconducibilità della specifica macchina a una delle categorie previste dall'Allegato IV e il possesso di tutti gli ulteriori requisiti richiesti.
Non confondere una stampante industriale con una stampante da ufficio
La distinzione è particolarmente importante.
Una macchina utilizzata come vero e proprio bene produttivo all'interno di un processo industriale non deve essere confusa con una comune periferica utilizzata per attività amministrative o di office automation.
Nel settore della stampa digitale grande formato, ad esempio, parliamo di sistemi produttivi progettati per lavorare supporti e materiali all'interno di processi professionali o industriali: UV LED flatbed, sistemi ibridi, roll-to-roll, macchine per applicazioni tessili, sistemi dedicati al packaging e altre configurazioni produttive.
La semplice denominazione commerciale “stampante industriale”, tuttavia, non è sufficiente a dimostrare l'ammissibilità fiscale.
Occorre analizzare configurazione, funzioni, integrazione nel processo produttivo, interconnessione e requisiti tecnici del singolo modello.
Interconnessione: un requisito centrale per gli incentivi sulle stampanti industriali
Il nuovo Iperammortamento mantiene una forte attenzione all'integrazione digitale dei beni.
Il MIMIT indica infatti tra i beni agevolabili i beni materiali e immateriali nuovi inclusi negli Allegati IV e V e interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Non basta quindi acquistare una macchina tecnologicamente evoluta.
Cosa significa avere una stampante industriale interconnessa
In termini generali, l'interconnessione presuppone la capacità del bene di scambiare informazioni con i sistemi aziendali o con sistemi esterni attraverso protocolli e modalità idonee, oltre alla possibilità di identificare univocamente il bene.
Nel caso di una stampante digitale industriale questo aspetto può riguardare, a seconda della configurazione, l'integrazione con software RIP, sistemi di gestione del workflow, ambienti di produzione, sistemi gestionali o altre piattaforme utilizzate dall'impresa.
Ma la presenza di una connessione di rete, da sola, non certifica automaticamente il diritto all'agevolazione.
La conformità deve essere valutata sulla specifica configurazione e sulla base dei requisiti tecnici stabiliti dalla normativa.
Perizia tecnica e certificazione: cosa prevede l'Iperammortamento 2026
La documentazione assume un ruolo centrale.
Per l'accesso al Nuovo Piano Transizione 5.0, il MIMIT indica che l'effettività e la conformità degli investimenti devono essere comprovate attraverso perizia tecnica asseverata e certificazione contabile, secondo quanto previsto dalla disciplina applicabile.
La perizia serve quindi a verificare tecnicamente che il bene possieda i requisiti necessari.
Per un'azienda interessata agli incentivi per stampanti industriali nel 2026, il consiglio pratico è semplice: la verifica dell'agevolabilità dovrebbe essere affrontata prima di concludere l'investimento, coinvolgendo le figure professionali necessarie.
Come richiedere l'Iperammortamento 2026
Anche la procedura è diversa dal semplice acquisto del macchinario.
Dal 12 giugno 2026 è operativa sul portale del Gestore dei Servizi Energetici la piattaforma dedicata alla prenotazione delle agevolazioni del Nuovo Piano Transizione 5.0.
La procedura prevede comunicazioni relative alla prenotazione, all'avanzamento e al completamento dell'investimento.
Dal 21 luglio 2026 è inoltre operativa la funzione per l'invio delle comunicazioni di conferma dell'investimento. Per questa fase è prevista l'attestazione del pagamento dell'ultima quota di acconto necessaria a raggiungere il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene, oltre all'indicazione dei dati delle fatture relative ai costi agevolabili.
È quindi opportuno pianificare non soltanto la scelta tecnica della stampante, ma anche tempi, documentazione e procedura fiscale.
Nuova Sabatini 2026 per l'acquisto di stampanti industriali
L'Iperammortamento non è l'unica agevolazione da prendere in considerazione.
Nel 2026 rimane particolarmente interessante per le PMI la Nuova Sabatini – Beni strumentali, rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026 con complessivi 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027, di cui 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027.
La misura è destinata alle micro, piccole e medie imprese e sostiene l'acquisto o l'acquisizione in leasing di:
macchinari, attrezzature, impianti e beni strumentali a uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali.
I beni devono essere nuovi e correlati all'attività produttiva dell'impresa. Non sono invece ammessi beni usati o rigenerati.
Nuova Sabatini e stampanti industriali 4.0
Per gli investimenti classificabili come 4.0 la Nuova Sabatini prevede un contributo calcolato convenzionalmente su un finanziamento di cinque anni applicando un tasso annuo del 3,575%.
Per gli investimenti ordinari il tasso convenzionale è invece del 2,75%.
Anche in questo caso attenzione all'interpretazione: il 3,575% non è una percentuale del prezzo della stampante che viene semplicemente restituita all'impresa. È il tasso convenzionale utilizzato per determinare il contributo ministeriale secondo le regole della misura.
Il finanziamento o leasing agevolabile deve avere una durata non superiore a cinque anni e un importo compreso, secondo la disciplina attuale, tra 20.000 euro e 4 milioni di euro.
Per una PMI che deve acquistare una stampante industriale di valore significativo, la Nuova Sabatini rappresenta quindi una misura da valutare insieme al proprio consulente.
Altri incentivi 2026 per stampanti e macchinari industriali
Il quadro delle agevolazioni non si esaurisce con Iperammortamento e Nuova Sabatini.
Nel 2026 sono presenti anche misure rivolte a specifiche categorie di imprese, territori o progetti.
Un esempio è Investimenti Sostenibili 4.0 – Bando 2026, rivolto alle micro, piccole e medie imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna per programmi di investimento innovativi, tecnologici e sostenibili.
La misura ammette, tra le altre, spese per macchinari, impianti, attrezzature, software e licenze e finanzia programmi compresi tra 750.000 e 5 milioni di euro. Le agevolazioni possono arrivare complessivamente al 75% delle spese ammissibili, attraverso un contributo in conto impianti del 35% e un finanziamento agevolato a tasso zero del 40%.
La fase di precompilazione delle domande è partita il 10 settembre 2026, mentre l'apertura dello sportello è prevista per il 6 ottobre 2026.
Si tratta però di una misura con requisiti territoriali, dimensionali e progettuali specifici: non può quindi essere considerata un incentivo automaticamente disponibile per qualsiasi acquisto di una stampante.
Incentivi e credito d'imposta per stampanti industriali: cosa controllare prima dell'acquisto
Prima di acquistare una nuova stampante industriale contando su un'agevolazione fiscale è opportuno verificare almeno questi aspetti:
che l'impresa rientri tra i soggetti ammessi dalla specifica misura;
che la stampante sia nuova e destinata effettivamente al processo produttivo;
che il modello e la configurazione possano rientrare nelle categorie di beni agevolabili;
che siano soddisfatti gli eventuali requisiti di interconnessione e integrazione digitale;
che software e sistemi collegati siano configurati correttamente;
che ordini, acconti, fatture e pagamenti rispettino le procedure e le tempistiche previste;
che siano predisposte perizia, certificazione contabile e ulteriore documentazione eventualmente richiesta;
che la cumulabilità con altre agevolazioni venga verificata sulla specifica operazione prima di applicare più incentivi allo stesso investimento.
La verifica preventiva è particolarmente importante perché il fatto che una macchina sia moderna, digitale, automatizzata o collegabile alla rete non comporta automaticamente la sua qualificazione come bene agevolabile.
Stampanti industriali 2026: perché tecnologia e agevolazioni vanno valutate insieme
Una stampante industriale non dovrebbe essere scelta soltanto in funzione degli incentivi e credito d'imposta per l'acquisto di stampanti industriali.
L'investimento deve prima di tutto essere coerente con le esigenze produttive dell'azienda: materiali da lavorare, volumi, velocità, automazione, qualità richiesta, costo copia, consumi, workflow e possibilità di integrare la macchina con i sistemi già utilizzati.
Nel settore della stampa digitale grande formato, tecnologie come UV LED flatbed, UV LED hybrid, roll-to-roll, stampa tessile, sistemi water-based per packaging e soluzioni integrate con software RIP e workflow digitali permettono oggi di costruire processi produttivi molto più automatizzati e connessi.
Errelle Digital propone soluzioni per la stampa digitale grande formato, sistemi di taglio e software professionali, affiancando le aziende dalla scelta della tecnologia fino all'installazione e al supporto tecnico.
Quando l'obiettivo è accedere a un'agevolazione fiscale, la configurazione tecnica individuata dovrà poi essere sottoposta alla verifica dei professionisti incaricati di attestare l'effettiva conformità alla normativa.
Incentivi stampanti industriali 2026: conclusioni
Il 2026 offre opportunità interessanti alle imprese che intendono investire in nuove tecnologie di stampa industriale, ma il quadro normativo è diverso rispetto agli anni precedenti.
Il punto principale da ricordare è che per i nuovi investimenti agevolati dal Nuovo Piano Transizione 5.0 non siamo davanti al vecchio meccanismo del credito d'imposta 4.0 o 5.0.
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto l'Iperammortamento, con una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto che arriva al 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, scende al 100% per la quota oltre 2,5 e fino a 10 milioni e al 50% per quella oltre 10 e fino a 20 milioni.
Per le PMI resta inoltre disponibile la Nuova Sabatini, mentre specifici programmi nazionali o territoriali possono offrire ulteriori opportunità.
Nel caso delle stampanti industriali, tuttavia, la regola più importante resta una: l'agevolabilità deve essere verificata sulla singola macchina e sulla sua configurazione concreta.
Prima di effettuare l'investimento è quindi consigliabile coordinare la scelta del sistema di stampa con il commercialista, il consulente fiscale e il tecnico incaricato della verifica dei requisiti previsti dalla misura.
In questo modo l'eventuale incentivo diventa parte di un investimento tecnologico correttamente pianificato, senza basarsi su interpretazioni generiche del concetto di “Industria 4.0”.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informative e sono basate sulla normativa e sulle fonti istituzionali disponibili e consultate a settembre 2026. L'accesso alle agevolazioni dipende dalle caratteristiche dell'impresa, dell'investimento e del singolo bene. Prima di procedere è necessario verificare l'applicabilità della misura con i professionisti incaricati e sulla documentazione ufficiale aggiornata.



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