Come calcolare il ROI di una stampante industriale
- 22 ore fa
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Capire come calcolare il ROI di una stampante industriale è uno dei passaggi più importanti prima di affrontare un investimento in una nuova tecnologia di produzione.
Il prezzo di acquisto, infatti, da solo dice molto poco.
Una stampante industriale può costare più di un’altra e risultare comunque economicamente più conveniente grazie a una maggiore produttività, minori consumi, riduzione della manodopera, meno scarti, maggiore automazione o possibilità di internalizzare lavorazioni precedentemente affidate a fornitori esterni.
Per questo motivo, quando un’azienda valuta una stampante industriale professionale, la domanda non dovrebbe essere soltanto:
“Quanto costa la macchina?”
La domanda realmente utile è:
“Quanto valore economico genera questa stampante rispetto all’investimento richiesto?”
È proprio a questa domanda che risponde il ROI.

Che cos’è il ROI di una stampante industriale?
ROI significa Return on Investment, cioè ritorno sull’investimento.
Nel caso di una stampante industriale, misura il rapporto tra il beneficio economico ottenuto grazie alla macchina e il capitale investito per acquistarla e renderla operativa.
La formula più semplice è:
ROI (%) = (beneficio economico netto / investimento totale) × 100
Supponiamo che una stampante industriale richieda un investimento complessivo di 100.000 euro e generi, in un determinato periodo, un beneficio netto di 30.000 euro.
Il calcolo sarà:
30.000 ÷ 100.000 × 100 = 30%
Il ROI sarà quindi del 30% nel periodo preso in considerazione.
Il punto fondamentale è proprio questo: il periodo deve essere sempre specificato.
Un ROI del 30% annuo non è la stessa cosa di un ROI del 30% ottenuto in cinque anni.
Come calcolare il ROI di una stampante industriale correttamente
Per calcolare il ROI in maniera attendibile bisogna prima determinare due elementi:
l’investimento reale necessario per introdurre la macchina in produzione;
il beneficio economico generato dalla nuova stampante.
Limitarsi al prezzo riportato sul preventivo può portare a risultati poco realistici.
Una stampante industriale può infatti richiedere installazione, formazione, software, sistemi di pretrattamento, accessori, impianti di aspirazione, movimentazione dei materiali o modifiche all’area produttiva.
Allo stesso modo, il beneficio economico non corrisponde necessariamente al fatturato prodotto dalla macchina.
Bisogna ragionare sul margine e sul risparmio effettivamente generato dall’investimento.
Quali costi inserire nel ROI di una stampante industriale?
Il primo errore da evitare è considerare esclusivamente il prezzo della stampante.
L’investimento iniziale può comprendere:
prezzo della macchina;
trasporto;
installazione;
formazione degli operatori;
software RIP o gestionali;
accessori;
sistemi di carico e scarico;
sistemi di pretrattamento;
sistemi di aspirazione;
eventuali sistemi di automazione;
modifiche agli impianti;
adeguamento dello spazio produttivo.
Supponiamo che una stampante abbia un prezzo di acquisto di 120.000 euro.
Aggiungiamo:
Installazione: 4.000 €
Formazione: 2.000 €
Software: 3.000 €
Accessori: 6.000 €
Adeguamenti impiantistici: 5.000 €
L’investimento reale diventa:
120.000 + 4.000 + 2.000 + 3.000 + 6.000 + 5.000 = 140.000 €
Se utilizzassimo solamente i 120.000 euro del prezzo macchina, il calcolo del ROI sarebbe sovrastimato.

Come calcolare il beneficio economico della stampante industriale
Questa è la parte più importante.
Una stampante industriale può generare valore economico in diversi modi.
Tra i principali troviamo:
maggiore capacità produttiva;
internalizzazione di lavorazioni esterne;
riduzione del costo unitario;
diminuzione della manodopera;
riduzione degli scarti;
eliminazione di passaggi produttivi;
riduzione dei tempi di setup;
minori tempi di consegna;
possibilità di accettare più ordini;
ingresso in nuovi mercati;
produzione di applicazioni precedentemente non realizzabili.
È quindi necessario individuare quali di questi vantaggi siano realmente quantificabili.
Formula del ROI di una stampante industriale
Una formula pratica può essere:
ROI = [(margine aggiuntivo + risparmi annuali - costi operativi aggiuntivi) / investimento iniziale] × 100
Facciamo un esempio.
Una nuova stampante industriale genera:
50.000 € di margine aggiuntivo annuo
e consente di risparmiare:
20.000 € all’anno di lavorazioni esterne
10.000 € all’anno di manodopera
5.000 € all’anno grazie alla riduzione degli scarti
Totale beneficio:
50.000 + 20.000 + 10.000 + 5.000 = 85.000 €
Supponiamo però che la nuova macchina introduca 15.000 euro di costi operativi aggiuntivi annuali.
Il beneficio netto sarà:
85.000 - 15.000 = 70.000 €
Con un investimento complessivo di 140.000 euro:
70.000 ÷ 140.000 × 100 = 50%
Il ROI annuale sarebbe quindi pari al 50%.
ROI e fatturato non sono la stessa cosa
Uno degli errori più frequenti nel calcolo del ROI di una stampante industriale consiste nell’utilizzare direttamente il fatturato generato dalla macchina.
Supponiamo che grazie alla nuova stampante sia possibile produrre lavori per 300.000 euro all’anno.
Questo non significa che il ritorno economico sia di 300.000 euro.
Bisogna sottrarre i costi direttamente collegati alla produzione, per esempio:
inchiostri;
materiali;
primer;
consumabili;
energia;
manutenzione;
manodopera;
scarti;
lavorazioni successive.
Il dato da utilizzare per un’analisi economica più corretta è quindi il margine incrementale, non semplicemente il fatturato.
Come calcolare il payback di una stampante industriale
Accanto al ROI è molto utile calcolare il payback period, cioè il tempo necessario per recuperare l’investimento iniziale.
La formula semplificata è:
Payback = investimento iniziale / beneficio netto annuale
Riprendiamo l’esempio precedente:
Investimento:
140.000 €
Beneficio netto annuale:
70.000 €
Payback:
140.000 ÷ 70.000 = 2 anni
In questo scenario teorico, l’investimento verrebbe recuperato in circa 24 mesi.
ROI e payback: qual è la differenza?
Il ROI indica quanto rende economicamente l’investimento.
Il payback indica invece quanto tempo serve per recuperare il capitale investito.
Sono due indicatori diversi ma complementari.
Una stampante potrebbe avere un payback relativamente lungo ma generare benefici importanti durante una lunga vita produttiva.
Oppure potrebbe recuperare rapidamente l’investimento ma avere un potenziale limitato negli anni successivi.
Per questo motivo è meglio non basare la scelta su un solo parametro.
Come calcolare il ROI di una stampante industriale attraverso la produttività
La produttività è una delle variabili che possono incidere maggiormente sulla redditività.
Immaginiamo che l’attuale processo produca:
10 pezzi all’ora
e che una nuova stampante industriale permetta di produrre:
40 pezzi all’ora
Il semplice confronto 10 contro 40, però, non basta.
Bisogna sapere se l’azienda possiede una domanda sufficiente per utilizzare realmente la capacità aggiuntiva.
Se l’azienda necessita soltanto di 50 pezzi al giorno, acquistare una macchina capace di produrne centinaia ogni ora potrebbe non generare automaticamente un ROI elevato.
La produttività ha valore economico solamente quando può essere utilizzata.
Il tasso di utilizzo della stampante industriale
Una delle variabili più sottovalutate nel calcolo del ROI è il tasso di utilizzo reale della macchina.
Una stampante industriale può avere prestazioni eccezionali sulla scheda tecnica, ma trascorrere diverse ore al giorno ferma per:
mancanza di commesse;
cambio materiale;
preparazione dei file;
carico e scarico;
pulizia;
manutenzione;
attesa degli operatori;
processi a monte o a valle più lenti.
Per questo motivo il ROI dovrebbe essere calcolato sulla produzione reale prevista, non sulla velocità massima teorica dichiarata.
Esempio di calcolo della produzione reale
Supponiamo che una stampante possa teoricamente produrre 100 m²/h.
L’azienda lavora 8 ore al giorno per 220 giorni all’anno.
Teoricamente:
100 × 8 × 220 = 176.000 m²/anno
Ma la macchina ha un utilizzo produttivo effettivo del 50%.
La produzione reale prevista sarà:
176.000 × 50% = 88.000 m²/anno
Utilizzare 176.000 m² nella simulazione del ROI invece di 88.000 m² produrrebbe una previsione molto più ottimistica della realtà.
Quanto incide l’automazione sul ROI?
L’automazione può modificare profondamente il ritorno economico di una stampante industriale.
Consideriamo una produzione che richiede due operatori.
Supponiamo che una nuova linea automatizzata permetta di utilizzare un solo operatore.
Se il costo aziendale annuo imputabile al secondo operatore fosse, per esempio, 35.000 euro, il beneficio potenziale potrebbe incidere significativamente sul ritorno dell’investimento.
Naturalmente non sempre riduzione della manodopera significa riduzione del personale.
La risorsa può essere spostata su un’altra fase produttiva e generare valore altrove.
Anche questo può rappresentare un beneficio economico.
Internalizzare lavorazioni esterne: come inserirle nel ROI
Un’altra situazione molto frequente riguarda le aziende che affidano una determinata produzione a fornitori esterni.
Supponiamo che l’azienda spenda ogni anno:
100.000 € in lavorazioni esterne
Con l’acquisto della nuova stampante industriale quelle stesse lavorazioni potrebbero avere un costo interno di:
55.000 €
Il risparmio sarebbe:
100.000 - 55.000 = 45.000 € all’anno
Questi 45.000 euro rappresentano un beneficio diretto da inserire nel calcolo del ROI.
A questo possono aggiungersi benefici indiretti come maggiore controllo sulla produzione, tempi di consegna più brevi e minore dipendenza dai fornitori.
Riduzione degli scarti e ritorno sull’investimento
Una stampante industriale più moderna può generare un ROI positivo anche grazie alla riduzione degli scarti.
Immaginiamo un’attuale produzione con un costo complessivo di materiale e lavorazione di 500.000 euro annui e una percentuale di scarto pari al 6%.
La nuova macchina permette di ridurre lo scarto al 3%.
In una simulazione semplificata, la differenza di tre punti percentuali su 500.000 euro corrisponde a:
500.000 × 3% = 15.000 €
Sono 15.000 euro all’anno di valore potenzialmente recuperabile.
In cinque anni:
15.000 × 5 = 75.000 €
Una voce apparentemente secondaria può quindi modificare sensibilmente il ROI dell’investimento.
Manutenzione e ROI di una stampante industriale
Il costo di manutenzione deve essere inserito nell’analisi.
Due macchine dello stesso prezzo possono avere costi di gestione completamente diversi.
Bisogna considerare:
manutenzione ordinaria;
consumabili tecnici;
parti soggette a usura;
assistenza;
eventuali contratti di manutenzione;
ricambi;
fermo macchina.
Particolare attenzione merita proprio quest’ultimo punto.
Un impianto industriale fermo non genera soltanto una spesa per la riparazione.
Può generare:
mancata produzione;
ritardi nelle consegne;
straordinari;
outsourcing urgente;
perdita di commesse.
Per questo, nella valutazione del ROI di una stampante industriale, affidabilità e qualità dell’assistenza tecnica possono avere un valore economico concreto.
Quanto incide il costo dei consumabili?
Una stampante con prezzo di acquisto più basso non è automaticamente più conveniente.
Facciamo un esempio.
Stampante industriale A
Prezzo: 100.000 €
Costo operativo: 2,00 €/m²
Produzione annuale: 100.000 m²
Costo operativo annuo:
200.000 €
Stampante industriale B
Prezzo: 130.000 €
Costo operativo: 1,50 €/m²
Produzione annuale: 100.000 m²
Costo operativo annuo:
150.000 €
La macchina B costa inizialmente 30.000 euro in più, ma permette un risparmio teorico di:
50.000 € all’anno
In questa simulazione, il maggiore investimento iniziale verrebbe compensato in meno di un anno dalla differenza nei costi operativi.
Questo esempio dimostra perché il prezzo di acquisto non deve essere utilizzato da solo per confrontare due stampanti industriali.

ROI di una stampante industriale e costo per pezzo
Un metodo molto efficace consiste nel calcolare il costo industriale per pezzo prima e dopo l’investimento.
Supponiamo che il processo attuale abbia un costo di:
4,50 € per pezzo
La nuova stampante permette di scendere a:
3,20 € per pezzo
Risparmio:
1,30 € per pezzo
Con una produzione annua di 100.000 unità:
1,30 × 100.000 = 130.000 € di risparmio potenziale annuo
A quel punto il confronto con il costo dell’investimento diventa estremamente semplice.
Come calcolare il ROI quando la stampante aumenta il fatturato
Non tutte le stampanti vengono acquistate per ridurre i costi.
Una macchina può essere introdotta per creare nuova capacità produttiva.
Supponiamo che una nuova tecnologia permetta di entrare in un mercato che genera:
200.000 € di nuovo fatturato annuo
Se i costi variabili legati a quel fatturato sono:
120.000 €
rimane un margine di:
80.000 €
È questo valore, opportunamente corretto per gli altri costi aggiuntivi, che deve entrare nel calcolo del ROI.
Non i 200.000 euro di fatturato.
ROI di una stampante industriale su 3 o 5 anni
Per investimenti importanti è utile non limitarsi al primo anno.
Possiamo costruire una simulazione pluriennale.
Supponiamo:
Investimento iniziale: 150.000 €
Beneficio netto annuo: 55.000 €
Dopo 1 anno
Beneficio cumulato:
55.000 €
ROI semplice:
36,7%
Dopo 2 anni
Beneficio cumulato:
110.000 €
Dopo 3 anni
Beneficio cumulato:
165.000 €
Il capitale iniziale è stato recuperato e il beneficio cumulato ha superato l’investimento.
Dopo 5 anni
Beneficio cumulato:
275.000 €
Profitto netto rispetto all’investimento iniziale:
275.000 - 150.000 = 125.000 €
Applicando la formula:
125.000 ÷ 150.000 × 100 = 83,3%
Questa è una simulazione semplificata, ma permette di comprendere perché sia importante specificare sempre l’orizzonte temporale utilizzato per il calcolo.
Scenario prudente, realistico e ottimistico
Quando si calcola il ROI di una stampante industriale prima dell’acquisto, i dati reali futuri non sono ancora disponibili.
Per questo è utile costruire almeno tre scenari.
Scenario prudente
Si ipotizzano:
volumi inferiori alle aspettative;
utilizzo limitato;
costi leggermente superiori;
crescita lenta delle commesse.
Scenario realistico
Si utilizzano i volumi e i costi considerati più probabili.
Scenario ottimistico
Si ipotizza:
utilizzo elevato della macchina;
maggiore crescita degli ordini;
piena produttività;
massima efficienza prevista.
Se l’investimento rimane economicamente sostenibile anche nello scenario prudente, la valutazione diventa molto più robusta.
Break-even point di una stampante industriale
Oltre a ROI e payback è utile conoscere il punto di pareggio.
Il break-even permette di capire quanta produzione deve essere realizzata per coprire i costi legati all’investimento.
Una formula semplificata può essere:
Break-even in pezzi = costi fissi / margine di contribuzione per pezzo
Supponiamo:
Costi fissi collegati all’investimento: 100.000 €
Margine per pezzo: 5 €
Avremo:
100.000 ÷ 5 = 20.000 pezzi
Significa che saranno necessari 20.000 pezzi per coprire quei costi secondo le ipotesi utilizzate.
Come calcolare il ROI di una stampante industriale prima dell’acquisto
Prima di scegliere una macchina è utile raccogliere dati concreti.
La sequenza può essere questa:
calcolare i volumi produttivi attuali;
individuare il costo attuale per pezzo o metro quadro;
misurare la manodopera necessaria;
calcolare gli scarti;
verificare quanto viene speso in outsourcing;
stimare la produzione reale della nuova macchina;
calcolare i nuovi costi operativi;
aggiungere manutenzione e consumabili;
stimare il margine aggiuntivo;
calcolare ROI e payback.
Solo dopo questo lavoro il prezzo della stampante assume un significato economico reale.
Attenzione alle velocità dichiarate
Nel calcolare il ROI di una stampante industriale, utilizzare automaticamente la velocità massima riportata nella documentazione commerciale può produrre stime errate.
Bisogna invece verificare la produttività:
alla qualità effettivamente necessaria per il proprio lavoro.
Una stampante può raggiungere velocità molto elevate in una modalità produttiva che però non soddisfa i requisiti dell’azienda.
La velocità realmente interessante è quindi quella ottenuta:
sul proprio materiale + con il proprio file + alla qualità richiesta + nelle reali condizioni produttive.
Per questo motivo i test applicativi effettuati prima dell’investimento possono essere determinanti.
Costi nascosti che possono modificare il ROI
Quando si confrontano stampanti industriali è importante considerare anche voci meno evidenti.
Tra queste possono esserci:
tempi di avviamento;
tempi di cambio lavoro;
pulizie;
consumo di inchiostro durante le manutenzioni;
materiale utilizzato nei test;
fermi macchina;
ricambi;
personale specializzato;
climatizzazione;
aspirazione;
smaltimento dei consumabili;
software aggiuntivi;
aggiornamenti;
costi finanziari.
Non tutte queste voci avranno la stessa importanza per ogni tecnologia, ma ignorarle completamente può rendere il calcolo del ROI troppo ottimistico.
Il ROI non deve essere l’unico criterio di scelta
Il ROI è un indicatore fondamentale, ma non dovrebbe essere interpretato isolatamente.
Una stampante industriale può generare benefici difficili da trasformare immediatamente in euro.
Per esempio:
maggiore controllo sui tempi di consegna
possibilità di produrre piccoli lotti
riduzione della dipendenza dai fornitori
maggiore personalizzazione
possibilità di effettuare campionature rapidamente
accesso a nuove applicazioni
maggiore flessibilità produttiva
Questi elementi possono avere un forte valore strategico anche se non sono immediatamente presenti nella formula matematica.
Esempio completo: come calcolare il ROI di una stampante industriale
Vediamo una simulazione più completa.
Un’azienda sta valutando una stampante industriale.
Investimento
Macchina: 180.000 €
Installazione e formazione: 10.000 €
Accessori e software: 10.000 €
Investimento totale: 200.000 €
Benefici annuali
Riduzione outsourcing: 45.000 €
Riduzione manodopera sul processo: 25.000 €
Riduzione scarti: 10.000 €
Margine generato da nuovi lavori: 60.000 €
Totale:
140.000 €
Nuovi costi annuali
Manutenzione aggiuntiva: 8.000 €
Altri costi operativi incrementali: 12.000 €
Totale:
20.000 €
Beneficio netto
140.000 - 20.000 = 120.000 € all’anno
ROI del primo anno
120.000 ÷ 200.000 × 100 = 60%
Payback
200.000 ÷ 120.000 = 1,67 anni
In questa simulazione, quindi, il ritorno annuale semplice sarebbe del 60% e il recupero dell’investimento avverrebbe indicativamente in circa 20 mesi.
Naturalmente si tratta di un esempio matematico: i valori reali devono essere costruiti sui dati produttivi dell’azienda.
Come confrontare il ROI di due stampanti industriali
Supponiamo di avere due possibilità.
Macchina A
Investimento: 120.000 €
Beneficio netto annuo: 45.000 €
Payback:
2,67 anni
Macchina B
Investimento: 170.000 €
Beneficio netto annuo: 80.000 €
Payback:
2,13 anni
La macchina B costa 50.000 euro in più.
Eppure, grazie al beneficio economico superiore, recupera l’investimento più rapidamente.
È un esempio perfetto del perché chiedere esclusivamente:
“Quale stampante costa meno?”
possa portare a una scelta sbagliata.
La domanda dovrebbe essere:
“Quale stampante genera il miglior ritorno economico per il mio modello produttivo?”
Come calcolare il ROI di una stampante industriale: i dati più importanti
Per costruire una simulazione attendibile servono almeno questi valori:
investimento totale;
produzione annuale prevista;
costo per pezzo o m² attuale;
costo per pezzo o m² con la nuova macchina;
margine medio;
produttività reale;
ore di utilizzo previste;
manodopera;
costo dei consumabili;
energia;
manutenzione;
percentuale di scarto;
outsourcing eliminato;
nuovi lavori potenzialmente acquisibili.
Più questi dati sono basati su prove e numeri reali, più il calcolo del ROI diventa attendibile.
Capire come calcolare il ROI di una stampante industriale significa valutare un investimento produttivo sulla base del valore che può generare e non semplicemente sul prezzo di acquisto.
La formula del ROI è relativamente semplice:
ROI = beneficio netto / investimento × 100
La difficoltà reale consiste nel determinare correttamente il beneficio netto.
Bisogna considerare produttività, costi operativi, consumabili, manodopera, manutenzione, scarti, outsourcing, automazione e nuovo margine generato.
Accanto al ROI è inoltre utile calcolare il payback period, il break-even e creare scenari prudente, realistico e ottimistico.
Quando si confrontano due stampanti industriali professionali, quindi, la macchina con il prezzo più basso non è necessariamente quella economicamente più conveniente.
Una macchina più costosa può produrre più velocemente, consumare meno, richiedere meno personale, generare meno scarti e permettere di acquisire nuove commesse.
Per questo motivo, prima di un investimento importante, la domanda corretta non è soltanto:
“Quanto costa la stampante industriale?”
ma:
“Quanto tempo impiegherà questa stampante a ripagarsi e quale valore economico genererà durante la sua vita produttiva?”
È questa la logica che permette di trasformare l’acquisto di una macchina da semplice costo a investimento industriale misurabile.



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